Quando si attraversa la “frontiera” tra la repubblica di Cipro e il territorio settentrionale dell’isola occupato dal 1974 dalla Turchia – una frontiera fittizia ma reale – viene un colpo al cuore. D’improvviso il cristianesimo con i suoi segni visibili, le chiese, i cimiteri, i monasteri, scompare. Al suo posto, solo rovine. Muri scrostati, tombe divelte, ammassi di mattoni. Tutto è morto, una civiltà sepolta in pochi decenni. Non c’è più nemmeno il furore della distruzione pianificata, ma semplicemente l’abbandono. L’inesistenza. Διαβάστε την συνέχεια του άρθρου »























