Message of His All Holiness, the Ecumenical Patriarch Bartholomew, on the Day of the Protection of the Environment in Spanish, Portuguese, Italian and Korean (2010).

Prot. No. 828.

+BARTOLOMÉ

POR LA MISERICORDIA DE DIOS ARZOBISPO

DE CONSTANTINOPLA-NUEVA ROMA

Y PATRIARCA ECUMÉNICO

A TODO EL PLEROMA DE LA IGLESIA

LA GRACIA Y LA PAZ DEL CREADOR DE TODA LA CREACIÓN

NUESTRO DIOS, SEÑOR Y SALVADOR JESUCRISTO

Hijos amados en el Señor,

Nuestro bienaventurado predecesor, el célebre Patriarca Demetrio, teniendo pleno conocimiento de la urgencia de la crisis del medio ambiente como así tambien de la responsabilidad de la Iglesia sobre su urgente y efectivo abordaje, dio, hace ya más de dos décadas, la primera encíclica oficial sobre la protección del medio ambiente. Aquella encíclica, por la cual la Madre Iglesia instituyó oficialmente al 1ro de Septiembre, inicio del año nuevo eclesiástico, como día de oración para la protección del medio ambiente, se dirigía hacia la plenitud de lglesia a lo largo y lo ancho de la tierra. Διαβάστε τη συνέχεια του άρθρου »

«Trovata la reggia di Ulisse Omero aveva ragione»

A Itaca ceramiche e i resti di un palazzo di origine micenea

Forse sarebbe più onesto chiamarlo «palazzo di Penelope», visto che Ulisse, tra guerre, viaggi, necessarie furbizie e dispettose avversioni degli dei, in quella casa c’è stato davvero poco: ma comunque le si chiami, le tracce di un edificio di epoca micenea, scoperte a Itaca da un gruppo di archeologi greci, sono una notizia destinata a restituire la luce che merita a tanti anni di lavoro oscuro di questi studiosi. Protagonista della scoperta è il professor Athanasios Papadopoulos, dell’università di Ioannina, che da sedici anni scava con la sua équipe nell’isola ionica, sulle tracce della reggia descritta da Omero. Il ritrovamento è avvenuto a Exogi, una località nel nord dell’isola: qui sono emerse le strutture di un edificio a tre livelli. Gli elementi che porterebbero a identificarlo come la reggia del figlio di Laerte sono sostanzialmente tre: la forma, riconducibile ad altri palazzi micenei, con scale scavate nella roccia; frammenti di ceramiche della stessa epoca (le prime notizie parlano di porcellane, ma è probabile che si tratti di un errore di traduzione, visto che la porcellana è di molto posteriore); una fontana, che gli archeologi hanno potuto datare al XIII secolo avanti Cristo, cioè l’epoca in cui sarebbe vissuto Ulisse.

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Ferragosto in Turchia. A messa sulla Montagna Nera

di Sandro Magister

La celebra il patriarca di Costantinopoli, per la prima volta dopo molti anni, in uno storico monastero caduto in rovina, con migliaia di fedeli venuti anche da Grecia e Russia. Ma delle concessioni del governo turco i cristiani diffidano

La notizia l’ha data a fine giugno l’agenzia «Fides» della congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli. Il 15 agosto, che per gli ortodossi è la festa della Dormizione della Santa Madre di Dio, il governo turco ha autorizzato la celebrazione di una messa in un luogo simbolo della fede cristiana d’Oriente, tanto della sua fioritura quanto del suo violento sradicamento: il monastero di Sumela o (in greco) della Madonna della Montagna Nera.

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Crocifisso: l’Europa si risveglia?

Rilanciamo un articolo de «L’Ottimista», a firma di Antonio Gaspari, sulle reazioni e conseguenze del «caso Crocifisso» a Strasburgo.

MARCO TOSATTI

La sentenza sarà nota solo tra sei o dodici mesi. Potrebbe anche essere negativa nei confronti del ricorso presentato dall’Italia, ma la discussione sul diritto di affiggere il crocifisso nelle scuole e nei luoghi pubblici ha svegliato il popolo europeo. Proprio nel momento in cui l’ideologia anticristiana avrebbe voluto imporre una sentenza contro il più importante simbolo della nostra civiltà, cristiani, cattolici ed ebrei si sono uniti in difesa della croce. La storia è nota. Su richiesta di Soile Lauti, cittadina originaria della Finlandia, coniugata con un italiano, la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo aveva sostenuto, in una sentenza del 3 novembre 2009, che la presenza del crocifisso in spazi pubblici e scolastici “costituisce un attentato alla libertà di coscienza e al diritto del singolo di ricevere una formazione conforme ai suoi convincimenti religiosi o filosofici”. …

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Il Monte Athos, simbolo della Grecia Cristiana

di padre Piero Gheddo*

Nella drammatica crisi economico-politica-sociale che sta attraversando la Grecia, paese vicino e fratello della nostra Italia, mi viene spesso in mente il Monte Athos, che ho visitato più di quarant’anni fa. E’ la famosa repubblica dei monaci cristiano-bizantini, dove circa 1700 monaci (allora erano tanti, oggi 1500) vivono isolati in una stretta e lunga penisola nel mar Egeo, dov’è difficile entrare. Interdetta alle donne, ma dedicata a Maria, perchè, secondo un’antica tradizione, la Vergine Madre e San Giovanni vi trovarono rifugio in una tempesta del mare circostante.

continuare…

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Arch. Justin Popovic: «Il Cristo è risorto»!

In verità è risorto! E ci ha portato tutte le eterne verità. Verità sull’uomo, su Dio, sul mondo, sulla vita, sull’amore, sulla giustizia, sul peccato, sulla morte, sul paradiso, sull’inferno, sulla vittoria contro la morte, contro il peccato, contro il demonio. Egli ci ha rivelato verità eterne sul tempo, sull’eternità, sul Salvatore, sulla salvezza, in generale su tutto ciò che è necessario all’essere umano per la vita eterna nei mondi di Dio visibili ed invisibili. Διαβάστε τη συνέχεια του άρθρου »

Manuale di Sopravvivenza Spirituale per un Cristiano Ortodosso che vive in Italia

Mosaici di Ravenna (sesto secolo)

L’Italia, come sapete, è un paese ufficialmente a maggioranza cattolico. E’ bene tener presente che la chiesa di Roma per mille anni è stato il patriarcato ortodosso più prestigioso e che solo dall’XI secolo ha iniziato a separarsi dalla comunione con la nostra Chiesa modificando a tappe successive la liturgia, il dogma, la spiritualità e la disciplina ecclesiastica. Fino a dieci secoli fa battezzavano immergendo nella colinvitra come noi, davano la comunione con il vino insieme con il pane vero, non usavano l’ostia come fanno oggi, facevano il segno di croce ortodosso, le loro liturgie assomigliavano molto alle nostre, non avevano statue, ma affreschi e icone e la mensa eucaristica stava dietro l’iconostasi e i loro sacerdoti, erano coniugati come i nostri. Διαβάστε τη συνέχεια του άρθρου »